Sacrificheresti un amico per un panino? La Whopper Sacrifice!

Lo ricordi quel celebre gioco nel quale dovevi scegliere “chi butti giù dalla torre“? Burger King, il celebre fast food, ideò una campagna che sposò appieno questo concetto: la “Whopper Sacrifice”.

Il contesto della Whopper Sacrifice: gli albori di Facebook

Ci troviamo nel 2009, poco più di 15 anni fa. Sembra relativamente poco, ma in realtà il contesto digitale era profondamente differente.

A differenza di oggi, nel 2009 c’era un solo social media imperante, Facebook, che peraltro funzionava in maniera drasticamente diversa. Eravamo collegati perlopiù con amici reali, i gruppi e le pagine non erano ancora così in voga e l’unica vera alternativa erano i siti di forumfree e forumcommunity, te li ricordi?

Si parlava ancora poco di followers, concetto che esplose qualche anno dopo con Instagram – già, non era ancora nato -, ma tanto di richieste di amicizia. Soprattutto, erano persone che conoscevi realmente, i contenuti erano perlopiù personali e indubbiamente amatoriali.

Un periodo nel quale i social erano più network che media, la cui differenza ho affrontato in un’altra curiosità.

La campagna di Burger King: la Whopper sacrifice!

In questo contesto quasi idilliaco, rispetto alla frenesia odierna, Burger King, guidata dalla non nuova a queste iniziative agenzia Crispin Porter + Bogusky, lanciò la sua campagna Whopper sacrifice.

Se avessi eliminato 10 amici dalla tua cerchia di Facebook, avresti ottenuto un panino gratis. La provocazione era molto attuale: “qual è il reale valore di un’amicizia su Facebook?”. Per rendere il tutto ancora più cinico e reale, il tutto andava compiuto mediante un App che notificava all’amico di essere stato eliminato in cambio di un panino.

I risultati della Whopper Sacrifice

Si scatenò il caos. La Whopper Sacrifice arrivò a mietere oltre 200mila “vittime” tra gli amici virtuali, e al rilascio di circa 20mila coupon, con non particolare apprezzamento da parte di Facebook che insistette per rimuovere quanto meno la parte di notifica. Ma non era possibile, era proprio lì il gioco della campagna!

Anche se in realtà la campagna sarebbe terminata presto, proprio a causa della fine dei coupon, l’agenzia imputò a Facebook la responsabilità, concludendo con un perentorio “WHOPPER SACRIFICE HAS BEEN SACRIFICED”.

A posteriori, comunque, l’avrei fatta anche io, sia in età adolescenziale che adulta. Tu, invece?

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