L’affiancamento del concetto di “etica” al marketing crea automaticamente una discriminazione: c’è il marketing buono, quello etico, e il marketing cattivo, tutto ciò che non rientra nell’etico.
È illogico. È come dire che, se non faccio beneficenza, sono una brutta persona. Ma non è vero e, soprattutto, non è vero nemmeno il contrario. Chi ci dice che chi faccia beneficenza sia, in assoluto, una bella persona nella vita?
E anche così, parliamo sempre del comportamento del singolo e non della beneficenza in generale.
Di conseguenza, un qualcosa di inanimato e che non è, sempre per sua definizione, votato a nuocere le persone, non potrà mai essere buono o cattivo.
O vogliamo credere che io, azienda che cerca di convincere i consumatori a comprare il mio prodotto / servizio, sia automaticamente cattivo perché non faccio sensibilizzazione?
Mi pare una visione “leggermente” limitata.