Come nasce il termine “SPAM”

Sappiamo tutti ormai, perennemente afflitti da chiamate indesiderate e newsletter alle quali non ci siamo mai iscritti, cosa sia lo spam.
Ma di come nasca il termine “spam” ve lo siete mai chiesti?

L’origine della parola “SPAM”

Vi rispondo io: il termine “Spam” è figlio di un’incredibile evoluzione che mi diverte molto raccontare. La “Spam” non era altro che una marca di carne in scatola molto celebre nei Paesi anglofoni a partire dagli anni ’40, il cui nome derivava dall’incontro tra le parole “Spiced” ed “Ham”.

Detta così, sembra assurdo immaginare come sia diventata ciò che intendiamo oggi. Ed è qui che entra in gioco un gruppo comico dall’umorismo particolare, noto come i Monty Python. Fu un loro celebre sketch che, inconsapevolmente, diede il via all’evoluzione moderna.

Siamo in un ristorante. Un cliente è pronto ad ordinare, ma la cameriera ha altre intenzioni: vuole che ordini la “spam” e lo ripete in continuazione, interrompendo costantemente il malcapitato commensale. La frustrazione del povero avventore viene ulteriormente accentuata da un coro proveniente dagli altri tavoli che ripropone in continuazione la parola stessa, generando un senso disturbante e invadente anche nel pubblico dello spettacolo.

Lo “SPAM” oggi: dallo spot comico alla posta indesiderata

Lo sketch divenne particolarmente famoso nel Regno Unito, al punto che anche decine di anni dopo le persone ne parlavano ancora. A parlarne ancora, soprattutto, furono numerosi informatici che per gestire l’arrivo di un numero impennato di e-mail indesiderate, canzonarono quello spettacolo, canzonando “spam, spam, spam”.

E di lì il passo fu breve, a partire dagli informatici anglofoni, il termine “spam”, nell’accezione odierna che conosciamo, si diffuse in tutto il mondo.

Magari non cambierà il nostro approccio a tutto ciò di indesiderato, però una risata, ripensando alle sue singolari origini potrebbe suscitarle.

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